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Perché si dice ai bambini di non fare il bagno dopo mangiato?
06 Ago

Perché si dice ai bambini di non fare il bagno dopo mangiato?

Prima di tuffarsi in mare o in piscina, è bene aspettare che la digestione sia terminata: da una a tre ore a seconda della digeribilità di ciò che il bambino ha ingerito e, soprattutto, in base a quanto è fredda l’acqua.

Anche se non ci sono delle vere e proprie rilevazioni scientifiche tra bagno a stomaco pieno e annegamento, molti esperti suggeriscono prudenza e uso del buon senso, perché il rischio congestione è possibile e le conseguenze potrebbero essere anche serie.

 

Che cos'è la congestione

Si tratta di un blocco dei processi digestivi che si verifica quando il corpo viene esposto ad un improvviso abbassamento della temperatura.

Dopo aver mangiato, l’apparato gastro-intestinale opera per assorbire le sostanze nutritive provenienti dai cibi ingeriti, richiamando sangue da altre parti del corpo così che, mentre al distretto addominale arriva più sangue, in altre regioni del corpo potrebbe arrivarne un po' meno.

Un brusco salto di temperatura, come si verifica se ci si tuffa in acqua fredda o si beve una bevanda ghiacciata, potrebbe interferire con questo processo e alterare la circolazione del sangue. A quel punto il cervello tende a mantenere la temperatura corporea costante, richiamando a sé il sangue, con l’effetto di interrompere il processo digestivo e provocando disturbi circolatori, crampi addominali, nausea, vomito e addirittura, nei casi più seri, perdita di coscienza, causa quest’ultima dell’eventuale annegamento.

Quindi non ci sono problemi se il bambino si limita a giocare sul bagnasciuga.

 

Tenere gli occhi aperti

L’Academy American Pediatrics raccomanda di non lasciare mai i bambini da soli in prossimità dell’acqua, ricordando che una stretta sorveglianza da parte di un adulto è il modo migliore per prevenire il loro annegamento. Tornando alla congestione, gli studi disponibili non mostrano evidenze che il semplice fatto di aver mangiato prima di immergersi in acqua, possa aumentare il rischio di annegamento, anche se il tema è stato finora poco indagato. Gli studi disponibili sono pochi, vecchi (condotti in genere negli anni sessanta e settanta), spesso indiretti e, in ogni caso, riferiti ad adulti e non a bambini. Per tale ragione si consiglia sempre un approccio di cautela e di prudenza, partendo però dal buon senso di evitare grandi abbuffate in spiaggia, in modo da non dover rimandare di troppo il bagno.

 

La prassi

L'indicazione di base è l’ormai famosa attesa della fine della digestione da una a tre ore. Se i bambini sono vivaci e hanno sempre voglia di entrare in acqua, meglio evitare piatti troppo ricchi e conditi e preferire invece piccole porzioni di piatti leggeri che danno energia senza impegnare troppo l’apparato digerente.

Se vuoi porci delle domande sull’argomento, non esitare a contattarci, il team della Farmacia Ferrara è a tua totale disposizione.

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