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Un cambiamento lungo 20 anni: come cambia il corpo quando smetti di fumare
23 Set

Un cambiamento lungo 20 anni: come cambia il corpo quando smetti di fumare

Smettere di fumare è probabilmente una delle scelte di vita più difficili e, allo stesso tempo, più importanti da prendere. Una volta compiuto il grande passo, però, il nostro corpo comincia a cambiare, in meglio, e si passa lungo tutta una serie di fasi tipiche del disintossicamento da fumo.


Gli effetti vanno dal respiro e il benessere fisico generale, alla riacquisizione del gusto, alla diminuzione del rischio di contrarre tumori.

Un percorso lungo 20 anni che però migliora la vita sin dai primi momenti.

Nei primi venti minuti la pressione sanguigna e il battito cardiaco ritornano a livelli e frequenze normali, grazie al fatto che la nicotina stimola il rilascio di adrenalina e norepinefrina, due neurotrasmettitori che fanno aumentare la frequenza del battito cardiaco e restringono i vasi sanguigni.

Dopo due ore comincia l’astinenza. Si può verificare un cambio di umore, senso di stordimento, tensione, difficoltà a dormire.

Dopo otto ore il sangue comincia a purificarsi, liberandosi dal monossido di carbonio, che si forma nei processi di combustione ed è associato al fumo di sigaretta. La concentrazione di monossido di carbonio nel sangue limita la capacità di assorbimento dell'ossigeno e rende il sangue più denso, aumentando le probabilità di rischiosi coaguli. I livelli di ossigeno tornano alla normalità mentre la nicotina diminuisce fino a oltre il 90 per cento.

Dopo 24 ore si inizia a tossire. È una reazione fisiologica dell'organismo che cerca di liberarsi dalle tossine presenti nelle vie respiratorie. Inizia già a calare anche il rischio di sviluppare malattie coronariche. Possono manifestarsi sintomi da carenza di nicotina, come depressione, irritabilità, frustrazione, ansia.

Dopo 48 ore la nicotina inizia a sparire, venendo definitivamente eliminata dall'organismo. Le terminazioni nervose alterate, perché hanno recettori sensibili alla nicotina, iniziano a ricostituirsi e ripararsi. Si comincia a recuperare il senso del gusto e dell’odorato, donando abilità e sensibilità maggiori.

Dopo 72 ore l’astinenza da nicotina si fa sentire, può provocare, nausea, tremori, crampi, sintomi ansiosi e depressivi. In compenso il respiro comincia a beneficiare della scelta di smettere di fumare, soprattutto quando sotto sforzo.

Dopo un mese si riduce il rischio di diabete di tipo 1, alcuni tipi di cancro e diverse malattie cardiovascolari. Per quanto riguarda il diabete, la nicotina interferisce con la funzionalità dell'insulina (rendendone per esempio difficile la regolazione per i diabetici che fumano). Smettere di fumare aiuta a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue.

Dal primo al nono mese migliora la circolazione sanguigna, spariscono le tossi da fumatore e la congestione nasale, l’energia fisica aumenta, così come il senso di fatica e spossatezza si attutiscono. L’organismo si libera dalla presenza di nicotina.

Dopo un anno il rischio di sviluppare malattie cardiache a causa di ateromi, placche di grasso, proteine e tessuto che ostruiscono le pareti delle arterie, si dimezza.

Dopo cinque anni il rischio di emorragia cerebrale scende del 41 per cento, mentre quello di ictus diventa uguale a quello dei soggetti che non hanno mai fumato.

Dopo dieci anni diminuisce del 48 percento il rischio di tumore ai polmoni. Scende anche la possibilità di contrarre cancro alla bocca, gola, esofago, vescica, rene e pancreas. Anche le ulcere si allontanano.

Dopo quindici anni anche il rischio di infarto scende ai livelli di chi non ha mai fumato.

Dopo venti anni il pericolo di ammalarsi di cancro al pancreas scende ai livelli dei non fumatori, così come è stato dimostrato che il rischio di morte per tutte le cause correlate al fumo di sigaretta rientra al pari di chi non ha mai fumato.

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